Si credeva non potesse esistere un uomo come me, ma poi, disdetta, si apprese che esisteva: ero io. Il colpo fu duro e la delusione amara, si comprese che i periodi felici, per quanto lunghi, hanno sempre un inizio ed una fine, tristemente.
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Me
Per chiarimenti, insulti e minacce: walrus81@hotmail.it Dicono di me " Un amico sincero e disponibile, qualcuno su cui contare in ogni momento" Robert De Niro " Un genio. Quando mi ero bloccato sul finale di "Furia" e non riuscivo ad andare avanti, una sua telefonata fu decisiva." Salman Rushdie "A lui devo tutto, mi ha insegnato ogni trucco del mestiere, è stato un peccato perdere un artista di tale portata; interrompere la carriera a soli dodici anni.." Rocco Siffredi "Quel bastardo non si fa più sentire" Angelina Jolie " Infatti!" Maria Sharapova " E' un folle, un violento, ricordiamo ancora chiaramente la brutalità con la quale ci assalì senza motivo quel giorno mentre intonavamo " Il pulcino ballerino.." Il piccolo coro dell'Antoniano " Quel ragazzo è stracolmo di talento, la chitarra ritmica in Paranoid Android è opera sua, non ho mai capito perchè non abbia voluto essere inserito nei credits di Ok Computer" Thom Yorke " Lo incontrai in Argentina e facemmo un uno contro uno a tutto campo, fu umiliante, fortuna per me che nessun'altro era presente." Diego Armando Maradona "Lo conosco da anni ed ho grande stima di lui; il mio pezzo " Andy Warhol", a dispetto del titolo, parla di lui" David Bowie Dico di me Sono quanto di più lontano dall'italiano medio; non guardo la partita, piscerei sulla statua di Padre Pio, preferisco il melone alla pastasciutta e me ne sbatto se insultano mia madre. Dico di me guardando la realtà Sono noioso, brutto ed insignificante. In compenso sono anche rancoroso e vendicativo. Ho però dei pregi: sono un asso nell'indovinare il peso e l'altezza delle persone e anche velocissimo nel mangiare..ah, non è un pregio questo?allora andate affanculo; me la lego al dito.
"Qui dentro faccio il porco comodo mio e non associate il mio buon nome a Dio."
Liberazione Animale
A P R I iiiO G N I G iAi Bi Bi Ii A
"Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa: sono soltanto animali." Theodor Wiesengrund Adorno
Andrea Rivera, 3 Maggio 2007: “SONO PROFONDAMENTE DISPIACIUTO PER AVER CREATO POLEMICHE COSI’ ACCESE NEL MONDO TELEVISIVO, POLITICO E RELIGIOSO (LA PAROLA TERRORISMO NON HA MAI FATTOPARTE DEL MIO VOCABOLARIO E MAI NE FARA’ PARTE ESSENDO IO CREDENTE E PACIFISTA) A CAUSA DELLE MIE ESTERNAZIONI SATIRICHE SULLE ISTITUZIONI VATICANE.SONO CONSAPEVOLE DI NON AVER FATTO DELL’ESTERNAZIONI LEGGERE, MA NON IMMAGINAVO SI CREASSE UN CASO DAI TONI COSI’ ACCESI. NON ERA MIA INTENZIONE OFFENDERE NE’ IL SANTO PADRE NE’ LA CHIESA.”
Andrea Rivera, 16 Maggio 2007: "Mi sono guardato dentro e mi sono domandato: io, come cristiano, posso criticare e riflettere in pubblico su ciò che è la vita della mia Chiesa?"
Andrea Rivera, 22 dicembre 2008: "Fazio è il santino della sinistra e io sono ateo. Non mi convince
nemmeno la Littizzetto. In una pubblicità si lamenta che la gente non è
più la stessa: forse è cambiata in peggio perché ci sono comiche come
lei che fanno da sponsor a colossi industriali discutibili”.
Andre', decidete, o almeno stacce attento, ché poi qualcuno se ricorda de quello che dici...anche perché su internet ce rimane scritto. E daje, nun fa come Berlusconi!
Paramenti di culo o "conversioni"? Comunque, a scanso di equivoci, ecco le definizioni di Cristiano ed Ateo, così, giusto per non confondersi in futuro.
Signorotta - "buongiorno, sono venuta per quel letto da restaurare, si ricorda?" Personale - " oh sì certo..." Signorotta - "...beh, ecco, sarebbe un po' più urgente del previsto..." Personale - "...va bene...per quando le serve?" Signorotta - " veramente, il più presto possibile, sa: sono in procinto di festeggiare le "nozze d'argento" e...gli amici mi devono fare "il sacco" nel letto*...e se lo trovano così ridotto male, pare brutto!" Personale - "oh certo, comprendo benissimo..." Signorotta - " eh sì...è vergogna! no?" Personale - " effettivamente, meglio sistemarlo al più presto." Signorotta - "ok, allora vi aspetto fra poco per ritirarlo?" Personale - "certamente, saremo da lei fra un quarto d'ora circa" Signorotta - "grazie tante, a dopo" Personale - "ci mancherebbe, a fra poco."
* Il sacco nel letto: scherzo goliardico tipico del cameratismo militare consistente nel disfare il letto di qualcuno, prendere il lenzuolo che sta sotto, sfilarlo dalla parte dei piedi e tirarlo su fino a fargli raggiungere il bordo dell'altro lenzuolo (quello di sopra), ottenenndo che il lenzuolo di sotto arrivi solo fino a metà, e facendo in modo, quindi, che quando la
vittima entrerà nel letto sbatterà contro il lenzuolo piegato e resterà
perplessa per alcuni secondi. Il tutto si suppone debba causare nella vittima e nei presenti profonda ilarità, ed al contempo rafforzare i vincoli di amicizia e la reciproca stima.
Morale
E voi, posto che esista qualcuno seriamente preoccupato e mobilitato in previsione dell'effetto che lo stato del suo letto in legno potrà fare sugli amici allorché essi si appresteranno a renderlo vittima perfettamente consenziente del rituale e famigerato scherzo del sacco in occasione delle sue "nozze d'argento", faticate davvero a concepire l'idea che il mondo possa essere dominato e controllato facilmente da un ristretto gruppo di "Illuminati" praticanti culti di derivazione babilonese? Beh, in questo caso, questo "scetticismo popolare" è ben più grave della tanto derisa credulità popolare; lasciate che ve lo dica.
Premessa ed introduzione necessaria al prossimo articolo.
"La beffa più grandeche ildiavoloabbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esista” I Soliti Sospetti
Da tempo ho chiara l'idea che il Cinema, da sublime forma d'Arte, sia divenuto sempre più, negli ultimi 50 anni, un potentissimo mezzo di propaganda da parte della classe dominante, che ne detiene dunque il controllo ed i mezzi di produzione. Il cinema è forse, in quanto forma di intrattenimento, il mezzo più subdolo per veicolare nel popolo dei modelli sociali, comportamentali, politici e di pensiero, atti a modellarne la mente e la condotta secondo le esigenze del potere. Sin dalla sua nascita, in effetti - o meglio, sin dalla nascita di una vera e propria sua "industria" - è apparso chiaro l'intento di gran parte della produzione cinematografica: instillare nel pubblico dei bisogni, dei vizi, delle mode, degli status symbol, ossia, invitarli al mero consumo. Basti pensare alla diffusione del fumo, qualcosa che oggi si dà per scontata, ma che è stata possibile solo grazie alla potente influenza del cinema, il quale, con i suoi modelli e le sue star servili all'industria del tabacco, ha decisamente contribuito ad iniziare all'"autoavvelenamento" la popolazione prima americana e poi mondiale. Il cinema dunque, preda dell'industria e della propaganda politica, ove non v'è nulla che sia lasciato al caso, e non serve nemmeno andare alla ricerca dei messaggi subliminali, per rendersene conto. Hollywood non fa che proporre nelle sue pellicole dei modelli umani, dei modelli sociali, i quali inevitabilmente vengono abbracciati dalle masse non già in quanto imposti, ma in quanto "affascinanti". Il cinema di intrattenimento, fra le righe delle sue storie strappalacrime, dei suoi cliché, del suo romanticismo da supermarket, e della sua demenzialità, stabilisce ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, cioè che è "in " e ciò che è "out", ed è questa la subdola propaganda di cui parlo; mi viene da pensare all'aura fascinosa della quale viene ammantato il "fare carriera", all'apologia del lavoro in quanto unica possibile realizzazione dell'individuo, ed alla mitizzazione di ogni dinamica che sia parte di esso; ma anche all'importantissimo spazio dato al modello famigliare classico, alla "seduzione", in quanto vero e proprio marketing della sessualità, alla proliferazione come necessità imprescindibile ed idealizzazione dello Stato. Senza contare, ovviamente, la mercificazione del corpo femminile, attuata dall'industria del cinema, dove, non solo, a differenza degli uomini, i soggetti poco attraenti non trovano spazio, ma si contribuisce a diffondere l'idea che "non c'è donna che non possa essere conquistata" (cit.), frase che le più troveranno poetica e romantica ma che tradotta significa brutalmente: l'uomo detiene il potere ed il controllo delle risorse, e così sarà sempre, e basta qualche accorgimento ed ogni donna potrà essere comprata, a prescindere dalle nostre qualità esteriori/interiori". Il che è piuttosto spaventoso. Quindi, uomini brutti, normali o bellissimi insieme a donne bellissime intenti a consumare, consumare e consumare, il tutto atto a plasmare l'idea che "tu, maschio, se lavori sodo e conduci una vita da onesto cittadino (contribuente-votante), anche tu potrai avere la tua strafiga da esibire fieramente in pubblico" e che "tu, donna, devi concederti ed accompagnarti a colui che si mostrerà più retto e scocio-economicamente stabile e rispettabile". Non è dunque un caso se i "maledetti", gli sbandati, ed i latin lover nei classici film d'amore alla fine soccombano in favore dei normali, o degli sfigati, nel contendersi l'amata di turno. Questo perché nel cinema non c'è spazio per chi fuoriesca dai canoni imposti dalla cultura dominante e tutto deve essere funzionale al sistema economico attuale, atto ad esaltarlo, e così deve essere nella vita reale. Il cinema agisce esattamente nelle modalità tipiche del commercio: se un negoziante, di fronte alla dubbiosità di un cliente su un dato acquisto, risponde che " questi vanno molto ora, ne sto vendendo parecchi", il cinema (come anche la TV) non fa che dire, nelle sue storielle costruite ad hoc, "ehi, quelli "giusti" fanno così e la pensano così, cosa aspetti a fare altrettanto?". Ne consegue che quella del cinema sia una forma comunicativa perversa che va oltre la mera reclamizzazione del dato prodotto - anch'essa non trascurabile, certamente - ma rappresenta una vera e propria cattedra comportamentale mascherata da arte-intrattenimento. Dico questo perché mi sono reso conto che nel cinema non indipendente, anche nelle pellicole più "impegnate" e profonde, raramente si consente il passaggio di un messaggio davvero destabilizzante per il Sistema ed anzi, ad un livello superficiale (ossia il livello che ci interessa parlando di massa) persino quelli vengano manipolati e resi in modo da risultare innocui. Qualche esempio? nel film "V per Vendetta", che tutti conosceranno, tratto dall'omonimo fumetto, il protagonista lotta contro una società corrotta ed un potere tirannico, apparendo effettivamente come quello che il potere chiama "terrorista", ma che inneggia alla "giustizia", guadagnandosi ulteriormente il consenso dello spettatore, precedentemente educato a quello scopo. Dov'è il problema? il problema è che, leggendo il fumetto originale, si evince tutt'altro: V inneggia non alla "giustizia", concetto relativo ed inevitabilmente collegato al parlamentarismo ed al legalismo, bensì all'ANARCHIA, ben'altra cosa la quale egli contrappone nettamente nella sua visione disillusa, alla giustizia "puttana". Bene, che ne è di quel messaggio? nulla; esso è stato semplicemente censurato e sostituito con uno più politicamente corretto, più edulcorato, perché sullo schermo non deve nemmeno essere pronunciata la parola "anarchia", non ne deve essere fatta menzione di modo che la massa continui ad ignorarne il significato, e a dargli l'accezione di violento caos, di teppismo e violenza gratuiti, che è ciò per cui si adoperano da sempre i mass media e non solo quelli "cattivi": Daniele Luttazzi anni fa fece l'infame battuta riferendosi alla guerra "per la democrazia" di Bush "migliorata la situazione in Iraq dopo l'intervento americano; prima era il caos, ora l'anarchia.", questa è l'opera di disinformazione attuata dai mezzi di informazione pressoché all'unisono affinché sia impedito alle persone anche solo di concepire la mancanza di un'autorità, una vera libertà, ossia la temuta Anarchia. Il cinema non può dunque nemmeno assurgere al ruolo di "valvola di sfogo" per giovani ribelli, come qualcuno potrebbe osservare, perché raramente al suo interno viene pronunciata una sola parola che non sia voluta e tollerata dai potenti e non sia quindi funzionale al mantenimento dell'establishment. Oppure capita che in opere filmiche straordinarie ed acclamate, quali ad esempio "Fight Club" di David Fincher, il messaggio anticonsumistico, anticapitalistico ed anticonformistico sia due volte mitigato e offuscato: dalla cornice violenta-agonistica e dalla schizofrenia del protagonista, la quale inevitabilmente finisce per rendere tutto il suo discorso ed il suo operato un delirio insensato da non tenere in conto, da leggere cme un'anomalia e poco più. Tempo fa in edicola, ho casualmente preso in mano una rivista e curiosamente ho notato sulla copertina Brad Pitt reclamizzante un indumento, e sul retro Edward Norton alle prese a sua volta con una marchetta di orologi. Due identiche facce della stessa identica medaglia; piuttosto divertente ed emblematico, anche se c'entra poco. Ma il cinema, oltre a quanto fatto notare fin qui, gioca un doppio ruolo nella propaganda di idee e concetti per il popolo: se da un lato dunque determina ed inculca nelle menti cosa sia "sensato", dall'altro serve a porre i limiti con l'"insensato" delineando con precisione subdola i confini del ragionevole e del "normale", e lo fa attraverso un semplicissimo quanto fine stratagemma: trasferendo la realtà nella finzione facendo credere che sia solo la prima a potesri ispirare alla seconda, e non viceversa, come in realtà accade. Per intenderci, il cinema, che nell'immaginario comune è comunque l'irreale, nel momento in cui tratterà un data tematica reale, farà in modo che essa sia ammanti di finzione, tanto da diventare peculiarità della fiction. Ecco perché oggi possiamo affermare spesso "hi visto troppi film di..." o "questa è roba da film di fantascienza" e anche questo è estremamente pericoloso. Una volta determinato ciò che è da considerarsi "folle" e "cinematografico" per la gente, ed essersi assicurati la totale loro adesione all'idea, quale copertura migliore per un eventuale atto o operazione su quella stessa linea si potrebbe avere? quale migliore garanzia di inattaccabilità ed impunità dello scetticismo generale? insomma, capire ciò che la gente trova incredibile e impossibile e fare esattamente quello è la più furba mossa di chi detenga il potere. "In quest'epoca di pazzi, ci mancavano gli idioti dell'orrore" - genere che fa inoltre leva su un certo infantilismo permanente nello spettatore - cantava Battiato, ed ecco infatti la grande giocata: creare dei modelli nella "fiction" in modo che la realtà che ne richiami le caratteristiche venga inevitabilmente screditata ed osteggiata, ipotesi ridicola agli occhi dei più. Pertanto, il Cinema, con gli altri mass media, non ha oggi solo il potere di definire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è normale e cosa no, ma anche cosa è pensabile e cosa è impensabile, cosa è ipotizzabile e cosa no. Il cinema riesce a far passare l'irreale per reale ed il reale per irreale. Ecco perché di determinati argomenti è difficile parlare, ecco perché di determinati fenomeni è difficilissimo parlare seriamente; essi sono infatti automaticamente accostati ed assimilati, dalla mente umana, al potente e ricco immaginario cinematografico, il quale ha già deciso per noi cosa è la realtà e cosa è mera frutto di fantasia. La settima arte ci ha dotati di una razionalità parziale e fuorviante, del tutto privata di personale senso critico; ecco quindi che, parlando di alieni, di altre forme di vita nell'universo, saremo presi per pazzi, non sulla base di dati astronomici e statistici del tutto rispettabili, ma semplicemente perché essa, come anche la letteratura, ha già creato un precedente in quel campo e l'ha denominato "fantascienza", si è già dunque pronunciata in merito. Di contro, sarà normalissimo parlare di miracoli, assunzioni in cielo e magia di tipo religioso, di angeli e quant'altro, fenomeni ben meno probabili delle presenza extraterrestri, dato che il cinema ha trattato anche quell'argomento, ma l'ha presentato sottoforma di "film storico", cioè di realtà. Ecco in che modo il cinema ha influenzato radicalmente il nostro modo di ragionar, probabilmente, prima del suo avvento era più difficile credere ad alcune cose come più facile credere ad altre, perché, a parte il senso critico individuale filtrato dalla tradizione e la cultura, non vi erano altri modelli, non vi era la pseudo realtà filmica come punto di riferimento. Potremmo oggi parlare a qualcuno di un argomento reale, di un fatto storicamente provato, ma al contempo molto abusato dal cinema e la risposta che otterremo potrebbe facilmente essere:"ma piantala, hai visto troppi film!". Alienazione dalla realtà oggettiva, insomma. In pochi sarebbero disposti a credere ad un fatto in tutto e per tutto simile ad uno narrato in un film "fantascientifico", a prescindere dalla veridicità o meno del fatto stesso. Complotti, sette staniche, esoterismo, contatti con alieni, perversione ed atrocità di ogni genere; il cinema ha strategicamente creato un precedente nella fiction per qualsiasi cosa, tanto che ci ha derubati di una sana ingenuità e credulità, che è in effetti l'apertura mentale necessaria per comprendere e leggere la realtà sotto i nostri occhi. Tutto questo rende praticamente vano ogni lavoro di smascheramento di inganno mediatico, politico ed economico da parte di pochi in favore di molti. Una volta che si sia visto il film "Sesso & Potere", di Barry Levinson, ad esempio, nel quale si narra della preparazione e della messa in scena di una finta guerra in un paese dell'Europa orientale a cura degli addetti alle pubbliche relazioni di un presidente degli Stati Uniti per distogliere l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica da uno scandalo sessuale che vede coinvlto il presidente, ciò tramite la fabbricazione di notizie false, tra cui un finto reportage dal teatro di guerra, realizzato in uno studio cinematografici, pochi saranno disposti ad accettare il fatto che le televisioni americane abbiano fatto esattamente la stessa cosa in occasione dell'11 Settembre, perché è appunto "roba da film". Allo stesso modo, "The Skulls", di Rob Cohen, del 2000, parla di uno studente il cui sogno è entrare a far parte della società segreta de "I Teschi", e che dopo esservi entrato, comincia a trascurare i vecchi amici, ma quando uno dei suoi amici viene trovato impiccato, proprio mentre stava indagando su "I Teschi", capisce di essere entrato in qualcosa di più grande di lui. Il fatto è che non solo una più che analoga società, "Skull and Bones", esista veramente ed abbia sede presso l'università di Yale, e che i suoi adepti abbiano fra i loro rituali esoterici quello di masturbarsi nudi in una bara, ad esempio, ma che due ex candidati alla presidenza americana ammettono in tutta tranquillità di averne fatto/farne parte, in diretta televisiva. "Tutte le verità passano attraverso tre stadi: vengono ridicolizzate; contestate violentemente ed infine accettate come ovvie." Schopenhauer. Però, quando il gatekeeper Marco Travaglio ironizza pubblicamente per screditare queste "teorie" affermando, come in questa conferenza(minuto 6:40 circa), che "è esaltante pensare che questi massoni si riuniscano segretamente in congreghe e decidano le sorti del mondo, possibilmente in catacombe, ma la realtà è molto più banale...", la gente ride e tutto è ridotto a macchietta, a barzelletta, la verità è ridicolizzata. Perché il problemi seri sono sempre Craxi, Berlusconi, i piccoli furbacchioni e i privilegi della casta, il resto sono solo fandonie internettare, e c'è tanto bisogno e voglia nella gente, di sentirselo ripetere, ed essere rassicurati. Se io avessi la certezza che un ipotetico politico italiano nel tempo libero si divertisse a stuprare bambini, dilaniarli e berne il sangue, verrei deriso dai più, perché "ti pare che uno ricco e potente si perde in queste cazzate, che poi sono robe da horror di serie B?", ed ecco la perfetta copertura ed insospettabilità per l'eventuale politico satanista sanguinario. Nulla di più facile, il crimine perfetto. In sostanza, ciò che il cinema fa, è prendere la realtà e vendertela come finzione; ciò che fa la televisione è, viceversa, prendere la finzione e vendertela come realtà. In questo modo si vive come drogati o ipnotizzati, ma pensando di essere razionali e scettici. In conclusione, vorrei sottolineare che quello che molti considerano "il buon senso", o senso critico, è in realtà un modo di ragionare manipolato dai media e pesantemente influenzato dall'immaginario televisivo e cinematrografico.
E dopo aver posto le scottanti domande a Bush e Kerry, Tim Russert costringe DickCheney a riconoscere che non vi erano legami
fra Al-Queda e l’Iraq, ed infine lo accusa di aver costruito la
propaganda per convincere gli americani ad andare in guerra.
Chissà perché, ogni volta che scorgo una personalità dire qualcosa di scomodo su certi argomenti in diretta televisiva, me la ritrovo morta dopo qualche link. C'è chi si inquieta, e c'è chi ne ride.
Fulvio Venanzini nasce nel 1981 a Montefiascone, e lì rimane. Con sommo rammarico suo e presumibile gioia degli altri. Nel 1993 consegue a pieni voti la licenza elementare con una tesi dal titolo "Descrivi la tua casa", direttamente in bella copia. L'anno seguente, all'età di 13 anni, quando si suppone che un ragazzino promettente debba seguire la madre almeno a Parigi, egli si sbaglia e segue la nonna a Collevalenza, in gita col prete; sarà quell'esperienza ad indirizzare il suo pensiero verso quello dell'ultimo Leopardi, quello agonizzante. Sulle orme del padre, tuttavia, si cimenta presto con la scultura, attività che abbandonerà prematuramente in seguito ad un incidente tecnico: la madre, disturbata durante l'apparecchiamento della tavola per la cena, dalla segatura generata dal piccolo artista, interromperà bruscamente il suo lavoro lanciandogli in testa la prima opera ancora incompiuta e ferendolo a sangue. Il ragazzo realizzerà immediatamente che non solo l'Arte è figlia del dolore, ma che a volte anche viceversa. Nel 1996 si diploma faticosamente presso la scuola media "Alessandro Manzoni" riportando la valutazione "sufficiente"; successivamente viene costretto dal padre ad iscriversi al Liceo Classico "Leonardo Da Vinci" dove, si rivela fra i 5 studenti più deludenti del primo biennio. Il terzo anno, però, si distingue finalmente fra i tanti: è infatti l'unico alunno della classe a partecipare agli straordinari corsi di recupero di matematica, esperienza dalla quale uscirà più ignorante di prima. Nel 2001 si diploma con una votazione pari a 76/100 che lo porterà a concepire l'idea di iscriversi all'università. Pochi mesi dopo fa il suo ingresso, dunque, presso la facoltà di Psicologia(??) di Roma "La Sapienza", dove rimane molto colpito dal quantitativo di fica presente; si stabilisce così a casa di un'amica più grande, convivente con il fidanzato ed altri due amici, nei pressi della facoltà:
Ragazza - "amore, domani vorrei andare ad una mostra, se ti va..."
Ragazzo - " che?? domani giaa 'a Roma ahò!"
Fulvio - terzo incomodo che non si fa i cazzi suoi ma tace
Ragazza - "ecco! lo vedi come sei? beh, tu fa' come ti pare, io domani vado a vedere Kandinsky!"
Ragazzo - " eh sì, è morto 'nteressante 'a mostra de Scandischi."
Passato ad una cella della casa dello studente in seguito alla tragica vittoria di un bando di concorso, Fulvio cade però nello sconforto: l'ossessione per il culo di una studentessa di nome Alba, la crescente erotomania repressa mista al cazzeggio post-universitario ed alla filosofia grunge lo portano ad abbandonare gli studi dopo soli 5 mesi e zero esami sostenuti; decisiva l'apertura casuale di un libro sulla biologia e la scoperta del suo sconvolgente contenuto. "Non capirò mai come si possa imparare un gigantesco libro intero quando io già faticavo con i paragrafetti, anni fa...no, l'università non fa per me", dichiarerà in seguito. Nel 2002 decide di lavorare con il padre, sperando di dover faticare di meno rispetto ad un altro datore di lavoro, ma sbaglia anche in questa occasione. Fulvio Venanzini negli anni successivi non pubblica niente, non vince nulla, non collabora con nessuno, non dà vita ad alcunché, né tantomeno ne avverte il bisogno. Il suo pensiero è comunque oggi ritenuto fra i più influenti della sua frazione. "Le opere che hanno cambiato la mia vita? senz'altro L'Ulisse di Joyce, L'Idiota di Dostojevskij ed i classici greci: non leggerli è stato decisivo per la mia formazione; se sono quel che sono, è proprio grazie a quelle mancate letture. Ancora oggi, che è un affermato oratore di bottega, Fulvio Venanzini si trova a svegliarsi nel mezzo del sonno, in preda al panico generato da un atroce ed assillante dubbio: "ma quella del culo si chiamava Alba o Aurora? mah, l'avessero chiamata Osvalda... o Settimia, col cazzo che se la sarebbe tirata."
“La Religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dalle persone sagge, utile dai governanti.” Seneca
“CITTA’ DEL VATICANO - Modelli economici di sviluppo da cambiare, più solidarietà, meno
ingiustizie, più attenzione all’ambiente. Il Papa ha dedicato i suoi
primi discorsi del 2009 alla crisi e agli sforzi che la “Comunità
internazionale” deve compiere per fronteggiarla. Toni espliciti e
severi: non bastano “i rattoppi”, la crisi va letta “in profondità” e
quindi i cambiamenti devono essere altrettanto radicali. Benedetto XVI
ne ha parlato durante l’Angelus di mezzogiorno in piazza San Pietro,
riprendendo il filo conduttore seguito nella sua omelia della messa di
inizio anno, celebrata un paio d’ore prima nella Basilica Vaticana.
Ratzinger ha offerto ai responsabili delle Nazioni e degli Organismi
internazionali “il contributo della Chiesa cattolica per la promozione
di un ordine mondiale degno dell’uomo”…ehi, mica starete di nuovo pensando alle palle complottistiche del Nuovo Ordine Mondiale ! …mo ci mettiamo in mezzo pure il Santo Padre? paranoici del cazzo.
Le “crisi”, come chi conosce il
Sistema sa bene, non esistono, e non possono esistere, in quanto le
uniche crisi possibili sul pianeta sono quelle causate da siccità e
scarsità dei raccolti agricoli. (Giacché la moneta è meno che carta
straccia; è carta straccia virtuale). Il resto non sono che
mistificazioni operate dal potere mediatico, il quale è al servizio del
potere politico, il quale, a sua volta, è al servizio del potere
economico-finanziario. Mistificazioni atte ad occultare i veri
problemi, quelli strutturali, che affliggono la popolazione, causando
macroscopiche anomalie ed aberrazioni sociali su tutto il pianeta, la
cui natura ed origine, però, deve assolutamente rimanere materia per
fanatici della dietrologia, per pochi “complottisti” agli occhi del
gregge; questo il Potere vuole.
Questo sporco lavoro di manipolazione e di incanalamento dell’opinione pubblica è svolto dai cosidetti gatekeepers(letteralmente,
i “custodi del cancello”) rintracciabili in gran numero all’interno di:
televisioni, giornali, siti internet, radio, libri e…chiese!
Un ruolo non trascurabile gioca,
infatti, nel processo di propaganda del falso atto a sviare
l’attenzione delle folle inebetite, sicuramente, a dispetto dell’aura
“super partes” e morale, il potere religioso, il quale risulta quasi
sempre lavorare sulla stessa linea degli altri poteri (tecnocratico,
politico, mediatico) al servizio dello stesso potere; quello appunto
economico. Ma io non mi sto riferendo solo ai soliti sporchi affari
legati alla banca vaticana, all’Opus Dei ed al riciclaggio di denaro
sporco proveniente dagli introiti della malavita orgainzzata, perché,
fin qui, nulla di nuovo.
Pier Paolo Pasolini,
dal canto suo, 35 anni fa, individuava nella religione - nel senso
puro del termine - e “nella sporcizia, nella droga e nella violenza”
le uniche “speranze” rimaste all’umanità per salvarsi dalla laica
disumanizzazione e mercificazione nefasta e definitiva verso le quali
la neonata “civiltà dei consumi” stava velocemente scaraventando la
società italiana e non solo, in nome del profitto.
Toricamente, la sua era una senza
dubbio veritiera osservazione ( e di certo paradossale), dal momento
che le mostruosità generate in ogni ambito dall’avvento del
neocapitalismo e della globalizzazione - entrambi deviati ed intesi
nella loro più negativa accezione - quelle che sono sotto i nostri
occhi, costituiscono dei vertici mai raggiunti da alcun potere di altra
natura, nella Storia.
Quando il potere, quando la schiavitù,
erano sfacciate, palesi; quando le cose erano chiamate con il loro
nome, era anche più facile ribellarvisi, combatterle, individuarle. Ma
oggi, oggi che, grazie ad un raffinato lavoro sul linguaggio, il potere
è riuscito - molto più efficacemente e subdolamente di come Orwell
distopicamente ipotizzò - a mutare la percezione intima della realtà di
quasi tutti gli umani, oggi che la cultura di massa è riuscita a negare
alla base alcune ipotesi interpretative del reale, oggi, come è
possibile questo? Se oggi la schiavitù si chiama “libertà”,
“democrazia”, come si può, mi chiedo, oggi anche solo pensare di “liberarsi della libertà”?
Dico questo nonostante io sia un po’
meno “populista”, meno idealizzatore del popolo e dotato di uno
sguardo meno sacrale e nostalgico sul mondo, rispetto al grande
pensatore friulano. Dico questo perché la sua “profezia” s’è
materializzata in tutta la sua sconvolgente brutalità, oggi, ed io
stesso ne sento e ne avverto il peso nonostante abbia da tempo spento
il televisore.
Il problema, riguardo l’attualità della
sua lettura, si manifesta allorché si scende nel particolare, quando si
analizza l’operato specifico di chi quella religione la rappresenta,
amministra e quindi “vende” alle masse. In quel caso si è costretti a
fare i conti col fatto che quelle speranze oggi risultano praticamente
anacronistiche.
Dicevamo, dunque, del ruolo di gatekeeper esercitato dall’attuale Papa:
(No, non è una maschera; è un prete vero, quello)
PAPA BENEDETTO XVI, in conclusione, conosce bene il SIGNORAGGIO, il più grande latrocinio ai danni dell’umanità tutta, ma…preferisce
parlare di “difficoltà finanziarie immediate, lo stato di salute
ecologica del Pianeta e sopratutto, la crisi culturale e morale, i cui
sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo”. Dettagli.
Signori, adesso sapete chi sono: un ribelle che vive del
ricavato dei suoi furti. Di più. Ho incendiato diversi alberghi e
difeso la mia libertà contro la'aggrasione degli agenti del potere. Ho
messo a nudo tutta la mia esistenza di lotta e la sottometto come un
problema alle vostre intelligenze. Non riconoscendo a nessuno il
diritto di giudicarmi, non imploro né perdono né indulgenza. Non
sollecito ciò che odio e che disprezzo. Siete i più forti, disponete di
me come meglio credete. Ma prima di separarci, lasciatemi dire l'ultima
parola...
Avete chiamato un uomo: ladro e bandito, applicate contro di lui i
rigori della legge e vi domandate se poteva essere differentemente.
Avete mai visto un ricco farsi rapinatore? Non ne ho mai conosciuti.
Io, che non sono né ricco né proprietario, non avevo che queste braccia
e un cervello per assicurare la mia conservazione, per cui ho dovuto
comportarmi diversamente. La società non mi accordava che tre mezzi di
esistenza: il lavoro, mendicità e il furto. Il lavoro, al contrario di
ripugnarmi, mi piace. L'uomo non può fare a meno di lavorare: i suoi
muscoli, il suo cervello, possiede un insieme di energie che deve
smaltire. Ciò che mi ripugnava era di sudare sangue e acqua per un
salario, cioè di creare ricchezze dalle quali sarei stato sfruttato. In
una parola mi ripugnava di consegnarmi alla prostituzione del lavoro.
La mendicità è l'avvilimento, la negazione di ogni dignità. Ogni uomo
ha il diritto di godere della vita. "Il diritto a vivere non si
mendica, si prende".
Il furto è la restituzione, la ripresa di possesso. Piuttosto di
essere chiuso in un'officina come in una prigione, piuttosto di
mendicare ciò a cui avevo diritto, ho preferito insorgere e combattere
faccia a faccia i miei nemici, facendo la guerra ai ricchi e attaccando
i loro beni. Comprendo che avreste preferito che fossi sottomesso alle
vostre leggi, che operaio docile avessi creato ricchezze in cambio di
un salario miserabile. e che, il corpo sfruttato e il cervello
abbrutito, mi fossi lasciato crepare all'angolo di una strada. In quel
caso non mi avreste chiamato "bandito cinico" ma "onesto operaio".
Adulandomi mi avreste dato la medaglia al lavoro. I preti promettono un
paradiso ai loro fedeli, voi siete meno astratti, promettete loro un
pezzo di carta.
Vi ringrazio molto di tanta bontà, di tanta gratitudine. Signori!
Preferisco essere un cinico cosciente dei suoi diritti che un automa,
una cariatide.
Dal momento in cui ebbi possesso della mia coscienza mi sono dato al
furto senza alcuno scrupolo. Non accetto la vostra pretesa morale che
impone il rispetto della proprietà come una virtù, quando i peggiori
ladri sono i proprietari stessi.
Ritenetevi fortunati che questo pregiudizio ha preso forza nel
popolo, in quanto è proprio esso il vostro miglior gendarme. Conoscendo
l'impotenza della legge, o per meglio dire, della forza, ne avete fatto
il più solido dei vostri protettori. Ma state accorti, ogni cosa
finisce. Tutto ciò che è costruito dalla forza e dall'astuzia,
l'astuzia e la forza possono demolirlo.
Il popolo si evolve continuamente. Istruiti in queste verità,
coscienti dei loro diritti, tutti i morti di fame, in una parola tutte
le vostre vittime, si armeranno di un "piede di porco" assalendo le
vostre case per riprendere le ricchezze che hanno creato e che voi
avete rubato. Riflettendo bene, preferiranno correre ogni rischio
invece di ingrassarvi gemendo nella miseria. La prigione...i lavori
fozati, la prigione...non sono prospettive troppo paurose di fronte ad
un'intera vita di abbruttimento, piena di ogni tipo di sofferenze. Il
ragazzo che lotta per un pezzo di pane nelle viscere della terra senza
mai vedere brillare il sole, può morire da un momento all'altro vittima
di un'esplosione di grisou. Il lavoratore che lavora sui tetti, può
cadere e ridursi in briciole. Il marinaio conosce il giorno della sua
partenza, ignora quando farà ritorno. Numerosi altri operai contraggono
malattie fatali nell'esercizio del loro mestiere, si sfibrano,
s'avvelenano, s'uccidono nel creare tutto per voi. Fino ai gendarmi, ai
poliziotti, alle guardie del corpo, trovano spesso la morte nella lotta
ai vostri nemici.
Chiusi nel vostro egoismo, restate scettici davanti a questa
visione, non è vero? Il popolo ha paura, voi dite. Noi lo governiamo
con il terrore della repressione; se grida, lo gettiamo in prigione; se
brontola, lo deportiamo, se si agita lo ghigliottiniamo. Cattivo
calcolo, Signori credetemi. Le pene che infliggete non sono un rimedio
contro gli atti della rivolta. La repressione invece di essere un
rimedio, un palliativo, non fa altro che aggravare il male.
Le misure coercitive non possono che seminare l'odio e la vendetta.
È un ciclo fatale. Del resto, fin da quando avete cominciato a tagliare
teste, a popolare le prigioni e i penitenziari, avete forse impedito
all'odio di manifestarsi? Rispondete! I fatti dimostrano la vostra
impotenza. Per quanto mi riguarda sapevo esattamente che la mia
condotta non poteva avere altra conclusione che il penitenziario o la
ghigliottina, eppure, come vedete, non è questo che mi ha impedito di
agire. Se mi sono dato al furto non è per guadagno o per amore del
denaro, ma per una questione di principio, di diritto. Preferisco
conservare la mia libertà, la mia indipendenza, la mia dignità di uomo,
invece di farmi l'artefice della fortuna del mio padrone. In termini
più crudi, senza eufemismi, preferisco essere ladro che essere derubato.
Certo anch'io condanno il fatto che un uomo s'impadronisca
violentemente e con l'astuzia del frutto dell'altrui lavoro. Ma è
proprio per questo che ho fatto la guerra ai ricchi, ladri dei beni dei
poveri. Anch'io sarei felice di vivere in una società dove ogni furto
sarebbe impossibile. Non approvo il furto, e l'ho impiegato soltanto
come mezzo di rivolta per combattere il più iniquo di tutti i furti: la
proprietà individuale.
Per eliminare un effetto, bisogna, preventivamente, distruggere la causa. Se esiste il furto è perché "tutto" appartiene
solamente a "qualcuno". La lotta scomparirà solo quando gli uomini
metteranno in comune gioie e pene, lavori e ricchezze, quando tutto
apparterrà a tutti.
Anarchico rivoluzionario, ho fatto la mia rivoluzione, L'anarchia verrà!
"Prova a mettere un bambino in una culla con una mela e un coniglio. Se mangia il coniglio e gioca con la mela ti regalo un'auto nuova." Harvey Diamond
Solitamente sono contrario ai bambini, in quanto nuovi esseri umani introdotti sul pianeta potenzialmente dannosi per esso ed i suoi abitatori di ogni specie; a volte però sono costretto a ricredermi, felicemente. Si chiama Lorenzo ed ha oggi 5 anni. Non l'ho conosciuto di persona, ma la madre, conosciuta per motivi di lavoro, saputo del mio veganismo, mi ha raccontato in tono più sbalordito che entusiasta che "anche mio figlio è come te! non mangia né carne, né pesce NE' POLLO!". Chiaramente da subito ho pensato ai classici capricci infantili causati dal fattore gusto, ma la donna ha specificato in aggiunta che "non mangia la carne perché ama gli animali" e la cosa mi ha lasciato tanto perplesso da continuare con le curiosità approfondendo la questione:
Io - ...insomma, vuole dire che suo figlio a 4 anni ha iniziato a rifiutare la carne...per combattere lo sfruttamento animale?? Madre - appena ha capito che proveniva dagli animali, ha smesso di mangiarla. Io - ...ma, accidenti...sarebbe quasi un caso da studiare...a 4 anni...e quale motivazione avrebbe addotto nel rifiutare la carne, dunque?? Madre - beh...semplicemente ha domandato "mamma, quella viene dalla mucca, vero? no, grazie, non la voglio" Io - incredibile...una tale precocità non la credevo possibile in questo ambito...è la prova definitiva di come sia quasi tutto innato in noi... Madre - ...appena se ne presenta l'occasione, vuole essere accompagnato a vedere mucche e vitelli, gli piacciono molto...poi vuole imparare gli scacchi e conosce la storia di Ulisse! Io - ehi, ma diverrà un genio, continuando di questo passo! lo porti qui quanto prima, ché lo voglio conoscere assolutamente. Padre, intervenuto - ...è che i rosci di capelli partono sempre avvantaggiati. Io - ah, in effetti...
Insomma, ammesso che tutto questo sia vero - immagino lo scetticismo dilagante nei lettori - ci troveremmo di fronte ad un caso oserei dire unico. Dato che io, che non sono in tutta umiltà, fra le persone più stupide che conosco, a 4 anni mi divertivo, perverso etologo, a chiudere insetti nei barattoli. (lì mi avrebbero dovuto menare, eventualmente, non per i danni alle cose, fanculo). Come sopra emerso, ho pregato i genitori, persone piuttosto "comuni", di farmi consocere il bambino, onde poterci parlare ed eventualmente stupirmi, perché sono cose che entusiasmano, almeno i disincantati come me. Appena potrò, cercherò di intervistarlo, di renderne pubblica la voce, garantito. Immediatamente, però, accanto all'entusisamo, si è fatta strada una lieve - guarda un po' - angoscia: se infatti Lorenzo, a soli 5 anni, si trova già - amante dell'Arte e rispettoso delle altre forme viventi - eticamente e culturalmente, dove la gran parte degli adulti dovrebbe giungere o non giungerà mai, a cosa servirà l'imminente deportazione e segregazione scolastica se non a minarne la purezza ed a offenderne l'intelligenza? sono preoccupato per lui e presagisco le eventuali angherie del branco dei compagnucci o l'indottrinamento dei mediocri insegnanti, che magari vorranno indirizzarlo verso una visione della vita omologata e timorata dell'autorità, forse deridendolo pubblicamente. Per ogni Lorenzo nascono purtroppo 5 Christian, 3 Mirko e 2 Mattia; è questa la grande tragedia.
P.S. Se la questione dovesse non risultare sufficientemente chiara, si precisa e sottolinea che i genitori del bambino in questione non sono assolutamente vegetariani o vegani, ma onnivori.
Come
abbiamo descritto molte volte nel nostro blog, il nostro è un sistema
che uccide e strangola tutti coloro che ne sono al di fuori e non
vogliono essere coinvolti nei giochi illeciti del potere massonico. Il
sistema, però, non penalizza solo chi ne è fuori, ma anche chi ne è
dentro e ne riceve i vantaggi. Perché il problema è che una volta
entrati nel sistema, tutto ciò che ti viene dato ti viene chiesto in
restituzione sotto altre forme. Se fai carriera grazie al sistema, ad
un certo punto arriverà qualcuno che ti chiederà il conto; ti
chiederanno di fare uno sgarbo ad un vecchio amico che vogliono
rovinare; ti chiederanno di falsificare un documento o farlo sparire,
ti chiederanno di accollarti una responsabilità penale per salvare
altri, di essere condannato ad un anno con la condizionale e di
spendere la tua faccia su tutti i giornali per fare da capro espiatorio. Ribellarsi
al sistema è quasi impossibile per la perfezione che esso ha. Tanti,
troppi, sono caduti nella trappola. Le promesse che ti fanno sono
allettanti: potere, denaro, conoscenza dei meccanismi reali del potere.
Ma il conto è salato, perché non si è più liberi di fare ciò che si
vuole, e si è in costante stato di ricatto. Ritengo, ad esempio, che
molti esponenti della sinistra attuale, a suo tempo, abbiano fatto il
cosiddetto “patto col diavolo”, pensando semplicemente di accettare un
compromesso in più per fare carriera; e si sono poi trovati invischiati
in un gioco di potere più grande di loro, perdendo ogni capacità
decisionale reale; ed ecco il motivo per cui la sinistra di questi
ultimi anni ha fatto delle cose senza alcuna logica, come se volesse
realmente perdere le elezioni e consegnare – come hanno fatto di
recente – il paese definitivamente alla destra.
In realtà alcuni
provano a ribellarsi. Ribellarsi in modo esplicito, in un attacco
frontale, non è possibile altrimenti si muore (la lista dei morti è
lunghissima; Falcone e Borsellino, Occorsio, Pecorelli, Tobagi, Mauro
De Mauro, Cosco, Pasolini, Cecilia Gatto Trocchi, Ilaria Alapi,
Graziella De Palo, e tutti coloro che hanno provato a testimoniare
coraggiosamente in processi importanti, morti suicidi o in incidenti
stradali). Molti però provano a ribellarsi non apertamente, lanciando
una serie di messaggi in bottiglia. Come delle tracce, per chi le vorrà
cogliere un giorno. Ricordo un'archiviazione vergognosa che aveva a
che fare con un soggetto che si era suicidato con "una coltellata sulla
schiena". Il magistrato archiviò dicendo delle cose che li per li mi
parvero incomprensibili; mischiava citazioni di Dante a frasi
demenziali del tipo "la prova che si sia trattato di un suicidio è nel
fatto che sul coltello piantato nella schiena furono trovate le
impronte digitali della vittima". Dopo anni di rabbia in cui non capivo
l'assurdità di quel provvedimento, ho capito che la citazione di Dante
era un chiaro riferimento alla legge del contrappasso, utilizzata dalla
Rosa Rossa per i suoi omicidi. Mentre con la frase in cui parlava delle
impronte digitali voleva dire esattamente il contrario.... Tra l'altro
fu uno dei provvedimenti il cui studio e la cui lettura approfondita mi
hanno permesso di arrivare alla regola del contrappasso da noi
descritta negli articoli sull'omicidio massonico. A mio parere si
trovano molti messaggi in bottiglia anche in molti libri, articoli di
giornale, e opere attuali, ma evitiamo di indicarli per non mettere in
pericolo le persone coinvolte.
Rino Gaetano era una di queste
persone che si erano ribellate al sistema in modo vistoso. Non poteva
denunciare il sistema direttamente, perchè non gli avrebbe dato voce
nessuno, allora lasciò una serie di tracce nelle sue canzoni, che
sarebbero state raccolte dalle generazioni successive. Rino Gaetano ci
parla della Rosa Rossa, dei crimini commessi dai potenti, dei
meccanismi segreti di questa associazione e dei loro metodi. Vediamone
qualcuna.
Le canzoni. C’è
un album di Rino, in particolare, che pare dedicato proprio alla Rosa
Rossa. Nello stesso album, infatti troviamo ben tre canzoni: Rosita,
Cogli la mia Rosa d’amore, e Al compleanno della zia Rosina. Una
trilogia a nostro parere non casuale.
In Rosita ci dice che la
Rosa Rossa, quanto te la presentano, sembra bellissima... onori,
gloria, soldi, potere... poi però un giorno scopri la verità. E allora
la tua vita cambia completamente perchè sei in trappola. Ieri ho incontrato Rosita, perciò questa vita valore non ha, Come era bella rosita di bianco vestita più bella che mai.
Nella
canzone “Al compleanno della zia Rosina” ci spiega che nel linguaggio
criptato della Rosa Rossa, Santa Rita è in realtà la Rosa Rossa; e ci
spiega che un giorno capiranno che sta svelando questi messaggi, e
quindi lo uccideranno.
Al compleanno della Zia Rosina, Rita si è sposata, Rita si è sposata cone la zia rosina. Vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia e che ce l'ha con me.
Questa
frase apparentemente incomprensibile vuole dire probabilmente che gli
appartenenti alla massoneria rosacrociana della Rosa Rossa al suo
funerale porteranno a spalla la sua bara (ai funerali delle vittime i
mandanti sono sempre presenti tra i partecipanti); ma bestemmieranno,
perchè in realtà una caratteristica della massoneria della Rosa Rossa è
di stravolgere i simboli e i riti Cristiani per interpretarli al
contrario. Infine, in “Cogli la mia rosa d’amore” lancia un messaggio molto chiaro:
cogli la mia rosa d’amore,
regala il suo profumo alla gente;
cogli la mia rosa di niente.
Non
credo sia un caso anche il titolo del disco: "mio fratello è figlio
unico", perché sapeva che questo scherzetto gli sarebbe costato la vita.
Nella canzone “Nun Te Reggae più” parla della spiaggia di Capocotta. E, ad un concerto, disse:
"C'è
qualcuno che vuole mettermi il bavaglio. Io non li temo. Non ci
riusciranno. Sento che in futuro le mie canzoni saranno cantate dalle
prossime generazioni. E che grazie alla comunicazione di massa,
capiranno cosa voglio dire questa sera! Apriranno gli occhi e si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta".
Vediamo cosa succedeva nella spiaggia di Capocotta, prendendo le notizie da Wikipedia.
La spiaggia di Capocotta. OMICIDIO
DI WILMA MONTESI (1953, vigilia di Pasqua). La vicenda coinvolse il
musicista Piero Piccioni, figlio del vicepresidente del consiglio della
DC, e altri noti esponenti della nobiltà, politici e personaggi
famosi... Inizialmente fu presa in considerazione l'ipotesi di un
banale incidente, ipotesi che fu considerata attendibile dalla polizia,
e il caso venne chiuso. I giornali, L'Espresso su tutti, invece si
mostravano scettici. Il Roma, quotidiano monarchico napoletano, il 4
maggio cominciò ad avanzare l'ipotesi di un complotto per coprire i
veri assassini, che sarebbero stati alcuni potenti personaggi della
politica; l'ipotesi presentata nell'articolo Perché la polizia tace
sulla morte di Wilma Montesi? a firma Riccardo Giannini ebbe largo
seguito. A capo di questa campagna stampa, vi erano prestigiose
testate nazionali, quali Corriere della Sera e Paese Sera, e piccole
testate scandalistiche, quali Attualità, ma la notizia si diffuse su
quasi tutte le testate locali e nazionali. Il 24 maggio del 1953 un
articolo di Marco Cesarini Sforza pubblicato sul giornale comunista Vie
Nuove creò molto scalpore: uno dei personaggi apparsi nelle indagini e
presumibilmente legati alla politica, sinora definito "il biondino",
venne identificato con Piero Piccioni. Piccioni era un noto
musicista jazz (col nome d'arte Piero Morgan), fidanzato di Alida Valli
e figlio di Attilio Piccioni, il Vicepresidente del Consiglio, Ministro
degli Esteri e massimo esponente della Democrazia Cristiana. Il nome
di "biondino" era stato attribuito al giovane da Paese Sera, in un
articolo del 5 maggio, in cui si raccontava di come il giovane avesse
portato in questura gli indumenti mancanti alla ragazza assassinata.
L'identificazione con Piero Piccioni era un fatto noto a tutti i
giornalisti, ma nessuno ne aveva mai svelata l'identità al grande
pubblico. Su Il merlo giallo, testata neofascista, era addirittura
apparsa già ai primi di maggio una vignetta satirica in cui un
reggicalze veniva portato in questura da un piccione, un chiaro
riferimento al politico e al delitto. La notizia suscitò clamore perché venne pubblicata poco prima delle elezioni politiche del 1953. Piero
Piccioni querelò per diffamazione il giornalista e il direttore del
giornale, Fidia Gambetti. Cesarini Sforza venne sottoposto ad un duro
interrogatorio. Lo stesso PCI, movimento di riferimento del giornale e
unico beneficiario dello scandalo, disconobbe il giornalista, che venne
accusato di "sensazionalismo" e minacciato di licenziamento. (QUINDI
ANCHE LO STESSO PCI SEMBRA VOLER COPRIRE E INSABBIARE TUTTO... CHISSA'
COME MAI?) Nemmeno sotto interrogatorio Cesarini Sforza citò mai
direttamente il nome della fonte da cui ufficialmente veniva la
notizia, limitandosi ad affermare che provenisse da "ambienti dei
fedeli di De Gasperi". Anche il padre del giornalista, un influente
docente di filosofia all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza",
suggerì al figlio di ritrattare, consiglio vivamente sostenuto anche
dal celeberrimo "principe del foro" Francesco Carnelutti che aveva
preso le parti dell'accusa per conto di Piccioni. L'avvocato di
Sforza, Giuseppe Sotgiu (già presidente dell'Amministrazione
provinciale di Roma ed esponente del PCI) si accordò col collega e il
31 maggio, Cesarini Sforza fu costretto a ritrattare le sue
affermazioni. Come ammenda, versò 50 mila lire in beneficenza alla Casa
di amicizia fraterna per i liberati dal carcere, ed in cambio Piccioni
fece cadere l'accusa. Il 6 ottobre 1953, sul periodico scandalistico
Attualità, il giornalista e direttore della testata Silvano Muto
pubblicò un articolo, La verità sul caso Montesi. Muto aveva condotto
un'indagine giornalistica nel "bel mondo" romano, basandosi sul
racconto di una attricetta ventitreenne che sbarcava il lunario facendo
la dattilografa, tal Adriana Concetta Bisaccia. La ragazza aveva
raccontato al giornalista di aver partecipato con Wilma ad un'orgia,
che si sarebbe tenuta a Capocotta, presso Castelporziano e non distante
dal luogo del ritrovamento. In quell'occasione avevano avuto modo di
incontrare alcuni personaggi famosi, principalmente nomi noti della
nobiltà della capitale e figli di politici della giovane Repubblica
Italiana. Continuano ad essere ritrovati corpi di donne su quella spiaggia. Forse
è questo che voleva dire Rino. Non si riferiva solo al caso Montesi, ma
a decine di altri casi che evidentemente continuano a verificarsi a
Capocotta... O forse voleva dire che è una situazione "emblematica" di
tutto quello che succede in Italia. Ma sono solo nostre deduzioni.
Potremmo
continuare perchè ci sono altre canzoni molto più significative e piene
di messaggi, come Gianna. Ma terminiamo qui perchè per capire queste
canzoni occorre avere una conoscenza specifica di determinati fatti e
situazioni.
Forse però non molti sanno che la
canzone Nuntereggaepiù, che nomina molti personaggi della politica,
dello spettacolo, dello sport, della televisione... è stata censurata.
Inizialmente infatti l'elenco conteneva, tra gli altri, i nomi del
finanziere Nino Rovelli, del banchiere Ferdinando Ventriglia, di
Camillo Crociani (scandalo Lockheed e loggia P2), di Amintore Fanfani,
di Guido Carli... e persino di Aldo Moro e Michele Sindona. Questi nomi
vennero cancellati dal testo della canzone. Evidentemente perché ancora
più scomodi di quelli che furono lasciati.
Un
personaggio come Rino non poteva vivere a lungo, e perse infatti la
vita il 2 giugno del 1981 in un incidente d'auto. Poco tempo prima,
come abbiamo già raccontato altrove, aveva avuto un incidente analogo,
ma si era salvato. Aveva ricomprato un’ auto identica ed ebbe un
incidente dello stesso tipo; morì non tanto per l'incidente in sè,
quanto per il ritardo con cui fu curato perchè negli ospedali della
zona nessuno volle accoglierlo. Ben 5 ospedali si rifiutarono di
curarlo, così come lui aveva scritto in una sua canzone, La ballata di
Renzo. Cioè, è stata applicata ,nel suo caso la regola del contrappasso
di cui ci siamo occupati in altri articoli.
La
ballata di Renzo è un brano inedito, di cui peraltro si scoprì
l'esistenza solo qualche anno fa. Dunque, all'epoca, solo gli "addetti
ai lavori" (i produttori e le persone che lavoravano insieme al
cantante) erano a conoscenza di quel brano. E solo chi conosceva la
canzone poteva fare in modo che si realizzasse nella pratica, e in modo
così dettagliato.
Quando qualche anno fa uscì la
notizia della scoperta del brano inedito, i media si affrettarono
subito a definirla una "profezia". I giornali scrissero che ne La
ballata di Renzo "Rino aveva previsto e messo in musica, dieci anni
prima, la propria morte". Ma sarebbe invece più oppurtuno affermare il
contrario: la morte del cantautore è avvenuta esattamente come nella
sua canzone non perché quel brano fosse una profezia, ma perché
qualcuno l'ha usata per applicare la regola del contrappasso.
Il film Di recente la RAI ha prodotto un film su Rino Gaetano. Vediamo cosa dice la presentazione ufficiale del film sul sito Rai.
"Ci
sono film su personaggi della musica che riescono a descrivere
compiutamente lo spirito di un'epoca. È questo l'obiettivo della
fiction Rino Gaetano. Ma il cielo è sempre più blu, una produzione Rai
Fiction realizzata da Claudia Mori per la Ciao Ragazzi. L'interesse
per Rino Gaetano e per la sua musica si è riacceso negli ultimi anni,
soprattutto tra i giovani, al punto di farne una figura di culto oltre
la sua epoca. La fiction, che racconta in due puntate la sua biografia
e la genesi delle canzoni più popolari, è uno spaccato della sua
generazione, e trasmette un messaggio che può valicare i confini
nazionali italiani, perché ancora oggi modernissimo".
In
realtà guardando il film si capisce che è stato scritto al solo scopo
di infangare l’immagine del cantautore. La sorella di Rino e la ex
fidanzata, intervistate, diranno che il film racconta qualcun altro
rispetto al protagonista. Quello non era Rino, non era la storia
d'amore tra lui e la fidanzata. Vediamo perché.
Anzitutto il
film si apre con la scena di lui che sviene per aver bevuto troppo. E
si chiude con le immagini di lui, ubriaco, che vaga senza meta alla
ricerca di amici che oramai lo hanno abbandonato. Il messaggio è
chiaro. Era un ubriacone.
Altre scene salienti del film sono queste: 1)
Dopo aver chiesto alla fidanzata di accompagnarlo a Stromboli per
scrivere una canzone, dopo alcuni giorni in cui non combinava nulla
tranne trattare male gli amici musicisti, e ubriacarsi continuamente,
inveisce contro la fidanzata e la tratta male dicendo che non si sente
capito.
2) Geniale poi come presentano il suo
rapporto con le donne. Si fidanza. Mette le corna alla ragazza (Irene)
con un altra ragazza, stupenda e che lo adora, di nome Chiara. Irene li
scopre a letto e lui che fa? Esce dalla stanza, parla con Irene e le
dice “non preoccuparti, era solo una scopata”. Poi abbandona Chiara
senza dirle una parola nè salutarla, dopo giorni di idillio romantico.
Dopo qualche anno incontra nuovamente Chiara. Mette nuovamente le corna
alla fidanzata e abbandona nuovamente Chiara, ancora una volta senza
una spiegazione e senza una parola. Verso la fine del film, abbrutito
dall’alcol e senza una meta, tenta di recuperare il rapporto con Chiara
e con Irene (tutte e due in contemporanea), ma entrambe lo abbandonano.
Per giunta tenta di baciare Chiara proprio un giorno che lei lo trova
ubriaco già al mattino presto. Chiaro è il messaggio: Gaetano era un
superficiale.
3) Altrettanto geniale poi come
viene delineato il suo rapporto col padre. In una delle scene clou del
film lui, all’apice del successo, mostra una casa al padre, ma il padre
la rifiuta, perché non vuole la sua elemosina. E lui risponde
arrabbiato “ma come, finalmente ora possiamo permetterci una casa come
la gente normale e non uno schifoso sottoscala”. Il messaggio qui è
molto sottile ed è duplice: la gente che vive in un sottoscala non è
normale. Un sottoscala fa schifo. Ma dietro a questo messaggio ce n’è
un altro, molto più sottile: Gaetano, come tutti, una volta che ha
avuto un po’ di soldi e si è arricchito, non ha più rispetto per le
condizioni della gente più povera che infatti viene definita “non
normale”. E infatti rinfaccia al padre di essere un poveraccio: "io non
volevo diventare come te e ci sono riuscito... non vi voglio più vedere
in quel sottoscala schifoso.. e aggiunge: "sei orgoglioso come tutti
gli ignoranti". Dopodichè al padre prende anche un infarto. Quando il
padre uscirà dall'ospedale Rino ancora una volta lo tratterà malissimo
e gli causerà un altro malore. In altre parole, lo descrivono come un
pessimo personaggio, indelicato e ignorante che arriva a far ammalare
il povero padre.
Altro aspetto curioso del film è che Rino ha
una sorella, che nel film però non compare mai. Non compare mai neanche
quando, nella parte finale del film, bussa alla porta di tutti gli
amici, ubriaco e disperato, lasciato solo da tutti. Strano che Rino
quel giorno non abbia pensato di telefonare anche alla sorella no?
Come
è strana un'altra circostanza. Rino morì pochi giorni prima del suo
matrimonio. Doveva sposarsi. In questo indegno e vergognoso film,
invece, l'ultima scena del film mostra lui disperato e abbandonato da
tutti.
Nessun cenno alla figura della sorella.
Nessun cenno al matrimonio, ma anzi, viene presentata una fattispecie
completamente opposta.
Insomma, per essere un film che voleva
valorizzare la figura del cantautore, la trama presenta tali e tanti
inesattezze, buchi ed omissioni, che rimane una sola certezza: che il
film è stato fatto unicamente per oscurare le ragioni della sua morte e
il valore delle sue canzoni. Per infangarne la memoria quindi. Chi ha
prodotto il film, inoltre, ha appositamente evitato di inserire la
figura della sorella, forse perchè è l'unica della famiglia rimasta
ancora viva, e che avrebbe potuto creare guai giudiziari agli autori
del film se la sua immagine fosse apparsa troppo deformata dalla
fiction.
In conclusione, cosa rimane dopo la visione del film?
L’idea che fosse un ubriacone, anche egoista, non troppo intelligente,
che ha scritto canzoni superficiali e senza senso. Così non ci si
stupisce se muore in un incidente. E se un giorno qualcuno dirà che è
stato ucciso, la gente dirà: "ucciso? ma come? Era stato un incidente
perchè beveva ed era ubriaco". Come succede per Pantani: "era un
drogato, si è suicidato". Che poi le perizie abbiano dimostrato che il
suo cuore era intatto non conta, per questo mondo dei mass media
asservito ad una criminalità senza scrupoli. E che la sorella e la
fidanzata di Rino dicano che quello non era Rino, che conta?
L'obiettivo è riuscito. Milioni di italiani lo considerano un ubriacone
che scriveva canzoni senza senso.
Il film è stato confezionato
ad arte probabilmente per screditare la figura di un artista, proprio
in un periodo particolare, ovverosia gli anni in cui, a seguito dei
delitti del mostro di Firenze, si comincia a parlare della Rosa Rossa e
dei suoi delitti.
D'altronde, una bella coincidenza che il film
sia prodotto dalla Ciao Ragazzi, società che porta, guarda caso,
l'acronimo dei RosaCroce e di Cristian Rosenkreutz (CR).
Di
recente poi è uscito un dvd "Figlio unico", uscito insieme alla
raccolta il 02.11.2007. Giorno dei morti e data a somma 13. Un altro
bello scherzetto combinato ai danni di Rino. Tanto per mettere di nuovo
una firma, se ce ne fosse bisogno. Il dvd contiene molti filmati, tra
cui questo con Morandi:
E Rino
a un certo punto dice: "Io conosco anche il profumo dei ministri". Una
frase senza senso per i più. Un non sense, appunto, di quelli tipici di
Rino. E invece no. Infatti Morandi si guarda intorno impaurito e cambia
subito discorso, spostandosi di nuovo sull'ironia. "Qui non possiamo
parlare di ministri, parliamo solo di canzoni. No, ma parliamo della
tua ironia".
Ma noi che conosciamo il sistema, riteniamo che il
film sia l’ulteriore vittoria di Rino Gaetano. Rino era così grande e
così bello, che hanno cercato di distruggerlo anche da morto. Perché
indubbiamente le sue canzoni, come del resto aveva predetto anche lui,
fanno più paura ora che quando era vivo. Ora infatti le possiamo capire. E
a Venditti che, in questi ultimi tempi, ha affermato che la causa della
morte di Rino è stata la cocaina (se ne è ricordato dopo quasi trenta
anni) possiamo rispondere una cosa. Strano, Antonello, che ti ricordi
dopo tanti anni della cocaina. In realtà la sai bene quale è la verità:
lui ha avuto quel coraggio che pochi hanno, di andare contro il sistema
fino a farsi uccidere per non rinnegare i suoi ideali. Quel coraggio
che molti di quelli che oggi hanno successo certamente non hanno avuto.
La Ballata di Renzo
Quel giorno Renzo uscì,
andò lungo quella strada
quando un’auto veloce lo investì
quell'uomo lo aiutò
e Renzo allora partì
verso un ospedale che lo curasse per guarìr.
Quando Renzo morì io ero al bar
La strada era buia
si andò al San Camillo
e lì non l'accettarono
forse per l'orario
si pregò tutti i Santi
ma s'andò al San Giovanni
e lì non lo vollero per lo sciopero
Quando Renzo morì
io ero al bar era ormai l'alba andarono al policlinico
ma lo si mandò via perchè mancava il vicecapo
c'era in alto il sole
si disse che Renzo era morto
ma neanche al Verano c'era posto
Quando Renzo morì
io ero al bar,
al bar con gli amici bevevo un caffè.
(...morire nelle circostanze esatte descritte in una propria canzone? un caso, ovviamente.)
Se penso che ci sono giovani, oggi,
che escono a giocare a calcetto o a prendere aria. Persino in cerca di
femmine. Non si rendono conto, poveri stolti, di cosa si perdono, a
casa. Per avere un'adolescenza beata, a me sarebbe bastato YouTube. All'epoca mia no, all'epoca mia eravamo costretti ad andare per campi, a manovrare stupidi ciclomotori. Dov'eri, Internet, quando avevo bisogno di te? Adesso, ahimè, non è la
stessa cosa. Vero che chi ha pane, non ha denti. Quindi, invidia e
risentimento. Tuttavia, saremo almeno una generezione di vecchi fortunata rispetto a tutte le precedenti, perché avremo YouTube: non hai bisogno di compagnia, se hai YouTube; non hai bisogno dell'affetto dei tuoi cari, se hai YouTube; non hai bisogno dei cari, se hai Youtube; non hai bisogno di calore umano, se hai YouTube: ti occorre solo una discreta connessione. YouTube è il mio sogno sin da bambino; grazie a YouTube, anche stanotte dormirò 5 ore, ma non gli porterò rancore: YouTube è il meglio della vita, è meglio della vita. Un po' ce l'ho con i miei, che non mi hanno permesso di diventare il prima possibile un nerd, costringendomi così a ripiegare su uno squallido mondo reale che oggi mi ripugna. Ma ormai nessuno mi scollerà dal monitor: è un dovere verso tutti coloro che hanno dovuto subire un'esistenza mutilata del virtuale, finendo col mettere su famiglia, morire in guerra, trovare Dio. I libri di Storia non sarebbero così pallosi, se ci fosse stato lui. Non so quanto camperò; so che morirò davanti a YouTube, e questo mi dà delle certezze, mitigando l'angoscia dell'oltretomba.
"La tua strategia, da quanto ho capito, è quella di allargare forzatamente il campo di indagine per trovare le eventuali falle della mia ricostruzione, ricostruzione che non mi sono mai vantato di voler ufficializzare o sbandierare; semplicemente, non è pertinente.
Invece è pertinente eccome. Anzi, è fondamentale.
Mi spiego. Ci sono mille rivoli d'indagine, mille ipotesi alternative, mille affermazioni complottiste. Chiaramente non è possibile
investigarle tutte, una per una. Non basterebbe una vita.
Allora cosa fa un investigatore ragionevole? Cerca di eliminare i
rivoli che per ovvie ragioni logiche non portano da nessuna parte
perché conducono a conclusioni assurde. La falsificazione dei video
trasmessi dai network è uno di questi rivoli.
E' assolutamente inutile mettersi a disquisire se lo spezzone X di
September Clues o un altro video pescato da chissà dove è autentico o
falso e teorizzare che i video dei network siano falsificati, per una
ragione di fondo molto semplice.
Ipotizzare che i video siano stati falsificati significa ipotizzare una
colossale, capillare, totale connivenza di tutte le emittenti del
mondo. Significa ipotizzare che tutti i newyorkesi che quel giorno
hanno visto gli aerei, e li hanno descritti, filmati, fotografati, sono
tutti cretini.
Per non parlare dell'assurdità di un complotto del genere: tu ti sei
rifiutato di proporre una tua ricostruzione alternativa semplicemente
perché, in cuor tuo, sai benissimo che nel momento in cui tu ti
mettessi a descriverla il mondo ti riderebbe dietro.
Se i video sono falsificati, allora gli aerei non c'erano. Allora i
newyorkesi che hanno visto gli aerei hannno avuto un'allucinazione
collettiva. I fotoreporter si sono lasciati corrompere da oscuri agenti
che hanno cambiato le loro foto e li hanno obbligati al silenzio.
Questi stessi agenti sono riusciti a beccare tutti coloro che avevano
fotografato i missili che c'erano in realtà e a costringerli al
silenzio.
Dei missili hanno colpito le Torri, che hanno reagito producendo una
palla di fuco tipica del kerosene d'aereo, non di un esplosivo. Dato
che un missile non può contenere una simile massa di carburante, era
già posizionato negli edifici. E nessuno ha visto gli enormi serbatoi
da 34000 litri collocati ai piani colpiti. Nessuno ne ha notato la
presenza, l'installazione, il riempimento, il rinforzo della struttura
per reggerli.
Poi è arrivata una squadra di superagenti invisibili che ha piazzato
per strada, senza che nessuno se ne accorgesse, rottami pesantissimi
d'aereo, frammenti di cuscini degli aerei.
Intanto, un'altra squadra top secret faceva sparire i due aerei veri,
ne assassinava i passeggeri e ne faceva sparire i cadaveri, tranne che
per qualche pezzetto da piazzare tra le macerie.
E nel frattempo un'altro A-team taroccava i tracciati radar in modo da imbrogliare i controllori di volo.
Ho dimenticato qualche cosa?
Questo è il complotto più cretino della storia dei complotti cretini.
Ora, quando una premessa (i video trasmessi sono falsi) ti porta a
conclusioni tragicamente, pateticamente, ridicolmente assurde, se una
persona di buon senso accetti che la premessa deve per forza essere
sbagliata.
E quindi è per pura logica che si capisce non è possibile che i video
siano stati falsificati. Non c'è bisogno di esaminarli uno per uno.
Di conseguenza, le accuse di September Clues sono un'idiozia
monumentale e lo si capisce senza doversi soffermare a guardare ogni
singola accusa. Fine della storia.
Qualora non fosse chiaro neanche così, potrei provare con un disegnino, ma i commenti di Blogger non lo consentono.
In quanto alla tua domanda "il problema è la natura tarocca dei filmati
o l’errore di analisi ed interpretazione degli stessi": entrambe le
cose. In alcuni punti, September Clues mostra filmati taroccati. In
altri, interpreta in modo dilettantescamente idiota dei video che non
sono falsi ma sono copie sgranate di copie sgranate, quindi comunque
taroccati perché la sgranatura introduce alterazioni e nasconde
dettagli.
Ed è per questo che non intendo sprecare neanche un microsecondo del
mio tempo in qualunque esame di video che sostengono la falsificazione
dei video trasmessi dai network.
Se tu vuoi continuare a credere a questa teoria manifestamente idiota e
patetica, fai pure, ma non ti aspettare di essere preso sul serio."
Io:
Premesso che sono probabilmente un idiota ed invito il mondo a ridermi
pure dietro - non è mai stato un problema per me dato che non credo in
Dio a differenza dell'85% della popolazione mondiale - sì, direi che
hai dimenticato qualcosa, precisamente questa parte qui:
"...bene, tu affermi che i suddetti video siano tarocchi; premesso che
avendoli paragonati a tutti gli altri che ho reperito sul web, tratti
dalle TV italiane e non, mi sono sembrati uguali, e dato che dici di
essere uno dei pochi fortunati che abbia accesso agli originali non
tarocchi, ti pregherei gentilmente di farmeli avere, mostrarli,
postarli, affinchè io e altri paranoici possiamo finalmente
confrontarli con quelli cha abbiamo e capire quanto siamo stati fessi a
berci l’ennesima patetica palla complottistica. Questo mi interessa, più della spiegazione dettagliata sui particolari falsi d’autore che non merita tempo. Ti garantisco che se me li farai vedere, o mi indicherai dove trovarli,
e mi mostrerai la loro diversità da quelli di S.C., farò pubblicamente
ammenda e ti chiederò scusa davanti al web intero per il tempo che ti
ho fatto sprecare. Questo sempre in tutta umiltà, ma, fino ad allora,
non potrai accusarmi di alcunché. Aspetto fiducioso.”
Ossia la mia domanda/richiesta.
Attivissimo:
Due o tre precisazioni:
"avendoli paragonati a tutti gli altri che ho reperito sul web, tratti dalle TV italiane e non"
Come fai a sapere che quelli che hai "reperito sul Web" (da fonti
chissà quanto attendibili) sono quelli originali? Non vorrei darti uno
shock esistenziale, ma mi corre l'obbligo di avvisarti che un video di
Youtube postato da illustri sconosciuti è un tantinello inattendibile.
dici di essere uno dei pochi fortunati che abbia accesso agli originali non tarocchi, ti pregherei gentilmente di farmeli avere
Sono presso gli archivi della TSI (televisione svizzera di lingua
italiana), dove lavoro. Sono decine di ore tratte dai feed dei vari
network USA. Vieni agli archivi e te li guardi.
affinchè io e altri paranoici possiamo finalmente confrontarli con
quelli cha abbiamo e capire quanto siamo stati fessi a berci l’ennesima
patetica palla complottistica.
Se non l'avete ancora capito dopo la spiegazione qui sopra
sull'assurdità della premessa della vostra teoria, non sarà certo un
filmato a farvi cambiare idea.
Io:
Ohhh, e che ci voleva? Bene, a quanto ho capito, devo venire fino a Lugano per vedere qualche
video? non sarebbe proprio possibile, posto che in Italia o magari più
vicino al Lazio, dove vivo, non possa trovare nulla, (magari alla RAI?)
e che siamo nell'era del digitale, copiarmi qualcosa, con rimborso
spese, e mandarmelo? giusto due o tre video a caso di quelli taroccati,
in versione originale, giusto per fare il paragone e farmi un'idea. Non
sarebbe opportuno postarne almeno uno, esemplificativo, in alternativa?
non sarà mica illegale, che ti costa? mi eviti le non trascurabili
spese del treno e del pernottamento. Fidati che io cambio idea, di fonte all'evidenza, non sono certo un
dogmatico, eh, anzi, una volta scoperto l'inganno, ti aiuterei io
stesso a zittire i no-planers!
Attivissimo:
devo venire fino a Lugano per vedere qualche video?
Esatto. Oppure ti compri uno dei DVD "ufficiali" (come In Memoriam che
ti ho citato all'inizio) e lo confronti con September Clues.
non sarebbe proprio possibile, posto che in Italia o magari più vicino
al Lazio, dove vivo, non possa trovare nulla, (magari alla RAI?) e che
siamo nell'era del digitale, copiarmi qualcosa, con rimborso spese, e
mandarmelo?
No. Esiste il copyright su quei feed.
Non sarebbe opportuno postarne almeno uno, esemplificativo, in alternativa? non sarà mica illegale, che ti costa?
Certo che è illegale. Non sai queste cose di base?
Guarda, giusto per amor di discussione: scegli lo spezzone di SC che
secondo te è la prova più solida della falsificazione e mandamelo /
linkalo / dimmi il minutaggio che lo guardo sulla mia copia di SC.
Poi facciamo una scommessa: se ti sbufaliamo quello spezzone, quello
che sarebbe la prova più provata, allora tu dichiarerai di aver avuto
torto e smetterai di teorizzare malafede e falsificazioni dei video
delle dirette?
Io:
"No. Esiste il copyright su quei feed."
"Certo che è illegale. Non sai queste cose di base?"
...Sì, beh, dato che avevi detto a Le Iene che avevi scaricato
illegalmente mp3 e film, credevo potessi fare un altro strappo alla
regola, tutto qui. Comunque stavo già cercando In Memoriam, solo che non avevo capito che anche lì si potessero trovare le dirette televisive! In questo caso, meglio così; guarderò il DVD, che acquisterò al più
presto, e controllerò PERSONALMENTE, se mi permetti, tutti i filmati
presenti, per il confronto. Ferma restando la promessa di ammissione di sbufalamento, torto e relative scuse, naturalmente. Non vedo l'ora di verificare. A risentirci, dunque."
Quindi, in conclusione, non mi/ci resta che procurarmi/ci il DVD "In
Memoriam: New York City, 9/11/01" rigorosamente in copia originale
(anzi, se qualcuno di voi ne fosse in possesso, sarebbe molto gentile a
prestarmelo, così risparmio i soldi, grazie), prima di tornare a
pronunciarsi in merito.
Tuttavia, mi auguro vivamente di non trovarvi questa stessa immondizia qua in qualità video migliorata:
o anche questa qui
Ma sono sicuro che non sarà così. Anche se, a dire il vero, già questo spezzone del documentario segnalatomi dal debunker, reperibile in Google Video, mi pare già ad
occhio e croce, come si suol dire, "la stessa fava"; ma non conta,
dato che la qualità video non è ottimale, quindi zitti e mosca!
P.S. Alcuni dubbi, comunque, mi assillano: come mai a 4 anni dalla prima
diffusione sul web di queste immagini, nessuna emittente televisiva si
è preoccupata di denunciare gli autori dei documentari per diffamazione
o qualcosa di simile? e perché nessuno si è mai preso la briga, per
bastonare mortalmente ogni teoria complottistica fondata sulla cosiddetta TV Fakery,
una volta per tutte, di paragonare le due versioni dei filmati di
fronte all'intero web evidenziando le eventuali manipolazioni dei complottisti?
come mai, inoltre, la stessa BBC interrogata in merito al triste ed
eclatante episodio del WTC7, ed invitata ad approfondire la questione e
verificare nei suoi archivi, con la sottile accusa di complotto,
afferma:
"We no longer have the original tapes of our 9/11 coverage (for reasons
of cock-up, not conspiracy). So if someone has got a recording of our
output, I'd love to get hold of it. We do have the tapes for our sister
channel News 24, but they don't help clear up the issue one way or
another. "
"Our reporter Jane Standley was in New York on the day of the attacks,
and like everyone who was there, has the events seared on her mind.
I've spoken to her today and unsurprisingly, she doesn't remember
minute-by-minute what she said or did - like everybody else that day
she was trying to make sense of what she was seeing; what she was being
told; and what was being told to her by colleagues in London who were
monitoring feeds and wires services."
Cioè, la BBC ha perduto le registrazioni originali delle sue dirette
dell'11 Settembre (mica il compleanno mio!), e l'incauta reporter non
si ricorda cosa ha detto?...ma che è? TeleTrevignano?...mi sa che dovrò
spedire "In Memoriam" pure a loro, va'.
Pare che, in realtà, il mio commento non sia stato censurato, ma semplicemente, "...quello che pubblichi qui sopra, non è stato pubblicato per la semplice ragione che non è arrivato a Undicisettembre. L’ultimo tuo commento arrivato risale al 15/12 alle 20:06 (inizia con “E daje!…”). Rimanda e verrà pubblicato." come lo stesso Attivissimo afferma nel qui presente commento, a due giorni di distanza.
I soliti server bastardi. Benissimo, anche se avrebbe potuto rispondere direttamente "a casa mia" alla mia domanda, ossia in terra straniera, mi invita a tornare a giocare in casa sua. Quindi, assumendomi tutte le colpe della malizia di andreottiana memoria che ho avuto nel giudicarlo male, torno a compiaincollare il mio ex commento negato. Sempre con la massima umiltà, sempre rinnovando la mia promessa plateale di scuse. Vi terrò aggiornati, qualora non aveste voglia di cliccare qui.
P.S. A dire il vero, un pochino, pochino, mi ricorda quella ragazza che mi disse di aver ricevuto i miei 4 sms incazzati, ma che l'unico gentile, tu guarda un po', "non me lo ricordo, giurerei di non averlo ricevuto". Più non credi al caso, più sei vittima del caso; una vera condanna.
Nonostante il solenne giuramento di ieri sera, del quale vi ho messo al corrente qualche ora dopo, come potete notare nel post precedente, il mio commento contenente lo stesso, oggi, a distanza di quasi 15 ore, NON E' ANCORA APPARSO sul blog dell'Attivissimo, mentre sono apparsi commenti di altri utenti successivi al mio (tutti svianti e derisori, ovviamente); questo non può che significare che il mio non abbia (misteriosamente) superato il "test di pertinenza" al quale tutti i commenti sono sottoposti, che tradotto significa CENSURATO.
Bene, salvato anch'esso preventivamente, lo riporto qui, rinnovando
senza rancore il mio invito a esibire le PROVE che egli afferma di
possedere, in grado di confutare drasticamente il solito bistrattato September Clues:
"Paolo, io non nego che tu sia bravo nel fare il tuo mestiere, è solo che con me non attacca. La
tua strategia, da quanto ho capito, è quella di allargare forzatamente
il campo di indagine per trovare le eventuali falle della mia
ricostruzione, ricostruzione che non mi sono mai vantato di voler
ufficializzare o sbandierare; semplicemente, non è pertinente. Invece
l'intento delle tue domande, a dispetto della finta curiosità, mi
sembra proprio essere quello di dimostrare che, dato che non posso
dimostrare tutto perfettamente coerentemente, qualsiasi cosa io dica
non è da tenere in considerazione, in modo da screditarmi e quasi
ridicolizzarmi. Una tecnica che fa molto avvocato, se mi permetti. E'
chiaro a tutti, infatti, che tu disponi di maggiori fonti ed
informazioni alle quali attingere e sai dove andare a parare, in quanto
in tutto questo tempo la tua tecnica è alquanto testata (e sicuramente
dirai anche qualcosa di più vero e giusto rispetto a me). Beh, io
nella trappola retorica non ci casco, e, siccome ho più volte
specificato che le mie sono solo ipotesi senza pretese, ti inviterei a
tornare sul campo di dibattito da me inizialmente proposto, ovvero la
raccolta di dirette televisive e filmati intitolata September Clues.
Giacché, se i media hanno veicolato un falso, come temo, l'intera
versione ufficiale crolla: che bisogno c'è infatti di manipolare
immagini e diffodnerle al popolo? non è di per se già una grave
speculazione su una tragedia? (Quella delle guardie era chiaramente
una battuta di spirito e chi vuole intendere intende, non c'è bisogno
di fare del controspirito), bene, tu affermi che i suddetti video siano
tarocchi; premesso che avendoli paragonati a tutti gli altri che ho
reperito sul web, tratti dalle TV italiane e non, mi sono sembrati
uguali, e dato che dici di essere uno dei pochi fortunati che abbia
accesso agli originali non tarocchi, ti pregherei gentilmente di
farmeli avere, mostrarli, postarli, affinchè io e altri paranoici
possiamo finalmente confrontarli con quelli cha abbiamo e capire quanto
siamo stati fessi a berci l'ennesima patetica palla complottistica. Questo mi interessa, più della spiegazione dettagliata sui particolari falsi d'autore che non merita tempo. Ti
garantisco che se me li farai vedere, o mi indicherai dove trovarli, e
mi mostrerai la loro diversità da quelli di S.C., farò pubblicamente
ammenda e ti chiederò scusa davanti al web intero per il tempo che ti
ho fatto sprecare. Questo sempre in tutta umiltà, ma, fino ad allora,
non potrai accusarmi di alcunché. Aspetto fiducioso."
Bene, amici, non ci resta che pazientare, sperando che Paolo, il
"cacciatore di bufale," non ci abbia rifilato a sua volta una bufala, e
che non sia un "SOLA".
Tizio - Guarda, vuoi vedere una bella foto di roma che ho trovato?? Caio - Certo, fammela vedere!
Caio - AHAH, EHI, MA QUESTA NON E' ROMA...E' PAPEROPOLI!
Tizio - cosa? ma che stai dicendo? sei impazzito, per caso?
Caio - io?? ma non vedi che di Roma non ha proprio nulla??
Tizio - ah! sei un complottista! ho capito! sei di queli che non credono all'olocausto e allo sbarco sulla luna! le scie chimiche eh..ahah!
Caio - ...ma di cosa parli?...questa foto non ritrae Roma...ritrare Paperopoli! anzi, non è nemmeno una foto!
Tizio - ah sì? allora vediamo: dimostrami, se non è Roma, dov'è Alvaro Ottaviani?
Caio - ...chi?
Tizio - lo sai benissimo chi, Alvaro Ottaviani.
Caio - ma io non so chi sia...so solo che questa non è Roma, non c'è il Colosseo, non c'è San Pietro, non c'è il Tevere...non c'è nulla!
Tizio - ah non lo sai eh? e allora dimmi, se questa non è Roma, chi ha scattato questa foto?
Caio - e che vuoi che ne sappia io?
Tizio - vedi? non lo sai, come volevasi dimostrare. Siete solo chiacchiere, voi cospirazionisti...
Caio - ...ma cosa dici? ma l'hai guardata bene, questa foto??
Tizio - non cambiare argomento, rispondimi: se questa non è Roma, perché avrebbero scattato questa foto?
Caio - ma che cazzo ne so??
Tizio - ah passi agli insulti eh! vedo che perdete sempre afcilmente la calma, voi complottisti, qualcosa da nascondere, per acso? paura di vedersi crollare le proprie teorie paranoiche e fragili?
Caio - tu sei matto.
Tizio - certo, sono matto, ma ancora non hai risposto a nessuna delle mie domande...cosa significa questo? e come avrebbero ottenuto il silenzio complice del fotografo che ha scattato la foto?
Caio - cosa?? continuo a non capire il tuo discorso...
Tizio - certo, certo, come no! e se questa non è Roma, come ormai ti sei convinto nella tua mente ottenebrata dalla complottomania, vuoi spiegarmi come mai nessuno se ne sarebbe accorto fino ad ora? non sai dare una spiegazione, vero?
Caio - ...eh??
Tizio - sì, se questa qui non è Roma, come tu asserisci, ti pare che potrebbe essere frutto di falsari cospiratori tanto sprovveduti da falsificarla in modo tale che persino un dilettante come te se ne accorgerebbe??
Caio - guarda, io non so davvero che cazzo stai farneticando; so solo che questa non è Roma manco per cazzo, e scusa, adesso avrei da fare...
Tizio - aspetta, un'ultima cosa! ...se questa qui che vedi non è Roma, per favore, sono curioso, dimmi...DOV'ERA ROMA ed i suoi abitanti quando hanno scattato la foto, eh????
................................................spe', ci sono! tramonto a San Gimignano??
Ponte di Verrazzano, detto anche "ponte ballerino"
Oopssss!
Ma, badate: il nostro beniamino Paolo Attivissimo, ha testualmente affermato in altra sede, ed al mio cospetto, che: "I filmati presentati da September Clues sono tarocchi eccome. Perché non sono gli originali. Il tuo video di riferimento, la fonte della tua verità rivelata, è un falso patetico." e che "Chi, come me, ha accesso per lavoro ai video originali di quel giorno può verificare con mano le pesantissime manipolazioni di SC." ed ha concluso "Fattene una ragione: stai argomentando sulla base di un falso dilettantesco, che può ingannare soltanto i dilettanti incompetenti. Potrei elencarti uno per uno i falsi di SC, e l'ho già fatto in parte con altri tuoi colleghi "no-planer", ma la discussione dettagliata di SC gli conferirebbe una dignità che non merita."
Ora, io dispongo di un commento di Attivissimo all'altro mio blog, nel quale, sempre lui, afferma, in data 14 - 12 -2008 alle ore 20:09 che: "September Clues è una scemenza, ma non perché presenta filmati falsi: perché presenta conclusioni idiote che denotano totale incomprensione dei concetti di base di prospettiva, geometria e ripresa televisiva."(se non ci credete, controllate con i vostri occhi qui.)
Cooosa?? ma non erano tarocchi, dei "patetici falsi dilettanteschi", come ci ha appena detto due righe più su? dunque il problema è la natura tarocca dei filmati o l'errore di analisi ed interpretazione degli stessi, causato da "totale incomprensione dei concetti di base di prospettiva, geometria e ripresa televisiva", mi domando?
Bene, anche se oserei già dire di averlo colto in flagrante contraddizione, siccome ho voluto fare il gentiluomo - e lui in fondo è uno abbastanza grosso, che va pure in TV - mostrando tutta l'onestà intellettuale, l'umiltà e la lealtà delle quali sono capace, gli ho giurato che farò ammenda e gli chiederò platealmente scusa a patto che egli mi mostri gli originali e faccia in modo che possiamo diffonderli, anche solo indicandoci dove trovarli, così da zittire, di fronte alla netta evidenza eventualmente scaturita dalla comparazione con ifake, qualsiasi teoria cospirativa degli ormai famigerati no-planers. E così farò! parola mia, perché, in fondo, io spero, e tutti noi speriamo, in cuor nostro - perché siamo esseri umani e non mostri - che abbia ragione lui.
Prosegue la querelle - vediamo dove va a parare il debunker
ATTIVISSIMO
“Ringrazia il cielo che lo troviamo divertente. Perché uno che crede
seriamente che non ci siano stati gli aerei di linea al WTC perché ha
visto un video su Internet e quindi pensa di saperne di più di tutti i
testimoni oculari che erano lì, nonché dei morti negli edifici e a
bordo di quegli aerei, potrebbe anche essere chiamato in modi meno
tolleranti.
Soprattutto da parte dei familiari delle vittime che erano a bordo di quegli aerei che, secondo lui, non sono mai esistiti. Ti suggerisco un po’ di astinenza dalle scemenze di Internet e una maggiore frequentazione del mondo reale.”
IO “Testimoni oculari che erano lì?” quali? per caso quelli che,
intervistati, parlano di “BOMBA”-”ESPLOSIONI”-”PICCOLO AEREO”-”AEREO
CHE NON E’ DELL’AMERICAN AIRLINES”, quelli che affermano che “NON C’E’
STATO NESSUN AEREO, ERO LI’ ED HO VISTO TUTTO, E’ STATA UNA BOMBA”? o
quelli dei sotterranei che affermano di aver sentito numerose
esplosioni prima dell’impatto e di aver visto persone con la pelle
penzolante? io ne ho visti parecchi di questi “testimoni oculari che
erano lì” e che parlano LIVE; sono raccolti in quello ed in altri
documenari…tu no?” (questa mia controrisposta non è ancora stata pubblicata, al momento, ma siamo fiduciosi)
Notare come vengano usate a questo punto argomentazioni di
stampo demagogico atte ad aggirare ulteriormente i fatti spostando
l’attenzione su un altro problema, quello degli aerei. Ma attenzione,
io non ho detto che “quegli aerei non sono mai esistiti”; ho detto che
quegli aerei non si sono schiantati contro le Torri Gemelle ed il
Pentagono, e che quei video trasmessi dalle televisioni sono
grossolanamente taroccati, e le prove sono sotto gli occhi di chiunque
voglia visionare il documentario più volte citato, senza preconcetti.
Ci risentiamo per eventuali aggiornamenti. (mo me ce metto de tigna eh)
P.S. Per chi fosse interessato ad assistere o, eventualmente, partecipare, lo scambio è proseguito qui e qui, dove, su richiesta dell'interlocutore, proseguirà presumibilmente ulteriormente.
Avendo letto un po’ questo blog, mi
viene da sperare che tu sia pagato per quello che fai, o abbia comunque
un ritorno di immagine. Certo, qualcuno sarà pure convinto, ormai, anche grazie a te, che il
Pentagono non sia una zona tutto sommato sorvegliata, che i filmati
dello schianto non ce li mostrino perché non ce li vogliono mostrare,
ma bensì perché non sono interessanti e rilevanti(!), che 4 aerei
pilotati da arabi maldestri possano scorazzare tranquilli per i cieli
americani, compiere acrobazie in volo e far danni senza che nessuno
faccia nulla per fermarli, perché è tutto frutto del caso, come quello
che permette all’alluminio di perforare l’acciaio, immagino. Ma non penserai mica di cavartela con chi ragiona, minimamente, usando
stratagemmi retorici stile “ma se fosse un complotto tanto sofisticato,
ti pare che avremmo queste prove evidenti?” che nulla dimostrano se non
un po’ di astuzia da talk show. Per quelli come me la sola parola “complottista” non ha motivo di
esistere ed è insensata e vuota almeno quanto le eventuali
“ASSASSINista” o FURTista”, poichè sappiamo bene, noi raziocinanti, che
si tratta di vocaboli denigratori inventati dal potere per
autotutelarsi. Su di noi non hanno alcun effetto, mi spiace, ma non
nego che molti si potranno sentire in soggezione. Siamo pochi, ma non ci faremo mai infinocchiare da alcun “esperto del settore”. Quanto al citare Zucconi, come fonte autorevole (in quanto famoso
giornalista/inviato/direttore/che vive negli USA eblablabla), per me
vale quanto citare il parere di Sergio il calzolaio(anche se il parere
di quest’ultimo sarà sicuramente più obiettivo e lucido), tuttavia è
sempre meglio di farsi scudo di Odifreddi a sostegno di tesi che egli non ha mai sostenuto. Trovo incredibile come voi cerchiate disperatamente di difendere una
verità-barzelletta additando come barzellettari chi sappia
riconoscerla. Perché, come ho già fatto notare, non serve alcuna laurea
specialistica, basta usare il buon senso, lo stesso che ti fregi di
usare imparzialmente tu, e che, curiosamente, finisce per coincidere,
guarda caso, pressoché perfettamete con le tesi ufficiali. Tanto, detto fra noi, sappiamo entrambi, che la verità su questa strage
(di stato) sarà resa nota ed ufficializzata fra una cinquantina d’anni,
quando non ci sarà più nessuno da punire, la gente, il gregge, avrà
dimenticato, e se ne potrà parlare senza rischi, copstruendoci attorno
del sano intrattenimento, come è sempre stato. Comunque, a prescindere da queste considerazioni, troverei
interessante, o quantomeno divertente, che tu visionassi il
documentario “September Clues”
http://it.youtube.com/watch?v=9mjoEOiIkRk - se non l’hai già fatto - e
che ne facessi una analisi personale accurata, spiegando e motivando ad
esempio tutte le palesi e grossolane falsificazioni grafiche delle TV
americane sull’11/9, tutte le dirette con gli scenari tristemente
fittizi con i palazzi ed i ponti spostati e le prospettive da cartone
animato, gli aeroplanini finti coi nasi che sbucano (opss!) fuori dalle
torri perforate, gli inviati sul posto che dicono di non vederli(gli
aeroplanini) mentre i conduttori in studio sì, i testimoni che parlano
solo di bombe, missili…insomma, tutte quelle pecionate lì! Sono sicuro
che, insieme al tuo staff, saprai trovare delle spiegazioni
razionalissime ed imparzialissime per tutti quegli “inconvenienti”
mediatici. Suppongo, purtroppo, di essere sfociato nel “commento polemico”, mio malgrado, ma spero che non verrò comunque censurato. Mi rifaccio con un formalissimo congedo: Distinti Saluti.”
RISPOSTA DI ATTIVISSIMO
"Il tuo commento non viene pubblicato, ma non perché contiene
insulti (e ne contiene) e deliri su storie già sbufalate da tempo dai
tecnici, non certo da noi (e ne contiene), ma perché addita "September
Clues" come se fosse una fonte degna d'indagine.
E' come additare "Ben Hur" come prova del fatto che gli antichi romani avevano gli orologi da polso."
Capito come? "Ti censuro perché nemmeno mi ci spreco." Non dire nulla facendo credere di aver detto già tutto. Così si aggirano i problemi, screditandoli alla base, e c'è persino chi ne è entusiasta, sul suo blog. A questo punto, tuttavia, le possibilità sono due: o "September Clues" , come Attivissimo pare suggerire, è un falso - e sarebbe strano giacchè contiene tutti i filmati originali e le dirette televisive degli "schianti aerei" dell'11 Settembre reperibili, registrati dalle TV di tutto il mondo o recuperati dagli archivi, gli stessi che io ricordo di aver visto in tutti questi anni - e dunque mi si dimostri con prove che di falso effettivamente si tratta; o Paolo Attivissimo è un disonesto mentitoreche getta merda per pararsi il culo. (Paolo, non ti sto insultando; sono solo ipotesi!) A voi la scelta, o ai posteri l'ardua sentenza, ma temo che, almeno da vivi, dai governi non la otterremo mai.
Almeno adesso so di essere diventato a tutti gli effetti un no-planer, uno dei tanti "deliranti". E ne vado pure fiero.
"Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vogliono sentire"
"La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fa quattro. Se è concessa questa libertà, ne seguono tutte le altre."